Responsabile Sistemi Informativi, Innovazione Tecnologica e sicurezza informatica – Università G. D’Annunzio – Chieti-Pescara
Antonio Teti è responsabile del Settore Applicativi Amministrativi di Ateneo, Innovazione Tecnologica, Cybersicurezza e Intelligenza Artificiale dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, dove ricopre anche il ruolo di Responsabile per la Transizione Digitale e di Referente per la Cybersicurezza di Ateneo. È docente di Fondamenti di Cybersecurity nella stessa università. Ha accumulato un’esperienza ultratrentennale in studi, ricerche e consulenze in aziende pubbliche, private e istituzioni governative. È componente del Comitato di Coordinamento per la Strategia Nazionale sull’Intelligenza Artificiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. È docente di Cyber Intelligence al Corso di Analisi Criminale di II° livello alla Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia di Roma; di Virtual Humint e Cyber Security al Master in Cybersecurity della LINK University di Roma, al Master Specialistico in Intelligence per la Sicurezza Nazionale e Internazionale della Libera Università Mediterranea (LUM) di Bari e al Master di Terrorismo e prevenzione della radicalizzazione eversiva dell’Università di Bari; di Spionaggio e Controspionaggio Cibernetico al Corso di Perfezionamento in Intelligence e Sicurezza Nazionale dell’Università di Firenze e al Master in Intelligence dell’Università della Calabria. È docente di Cyber Influence al Corso in Intelligence, Sicurezza e Interesse Nazionale della Libera Università Maria Ss. Assunta (LUMSA) di Roma e di Cyber Intelligence al Master di Analista delle Politiche Internazionali di Difesa e Sicurezza dell’Università di Palermo. È autore di 19 libri in Cyber Security, Intelligence, Cyber Intelligence e Information Technology pubblicati da diverse case editrici (U. Hoepli, Apogeo, Springer Verlag, Pearson, Rubbettino, Tecniche Nuove, Il Sole 24 Ore)
Titolo dello speech
Oltre l’algoritmo: l’intelligenza artificiale tra innovazione, sicurezza e nuove dinamiche del potere
Abstract
L’intelligenza artificiale non rappresenta più soltanto una delle principali direttrici dell’innovazione tecnologica, ma sta progressivamente assumendo il ruolo di infrastruttura strategica capace di incidere sugli equilibri economici, sociali, politici e geopolitici. La capacità di elaborare enormi quantità di dati, individuare correlazioni, anticipare comportamenti e supportare processi decisionali sempre più complessi sta modificando il rapporto tra tecnologia, conoscenza e potere. L’intervento propone una riflessione sulle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e, parallelamente, sulle nuove vulnerabilità generate dalla crescente dipendenza da sistemi algoritmici. Cybersecurity, protezione dei dati, manipolazione dell’informazione, disinformazione, deepfake, profilazione digitale e automazione dei processi decisionali costituiscono alcune delle dimensioni attraverso le quali l’IA sta ridefinendo il concetto stesso di sicurezza. La disponibilità di dati, capacità computazionale, infrastrutture digitali e modelli avanzati sta infatti diventando un elemento determinante della competizione tra Stati, imprese e grandi attori tecnologici. In questo scenario, l’IA assume una crescente rilevanza anche per l’intelligence, la sicurezza nazionale, la difesa e la protezione delle infrastrutture critiche, trasformando tanto gli strumenti di analisi quanto le modalità attraverso cui vengono esercitate influenza e capacità decisionale. Andare “oltre l’algoritmo” significa quindi comprendere che la vera questione non riguarda esclusivamente ciò che l’intelligenza artificiale è in grado di fare, ma chi ne controlla le tecnologie, i dati e le infrastrutture, con quali finalità e secondo quali regole. La sfida dei prossimi anni sarà coniugare innovazione e sicurezza, competitività e tutela dei diritti, sviluppo tecnologico e responsabilità, costruendo modelli di governance capaci di preservare l’autonomia decisionale dell’individuo e delle istituzioni.
